Progetto, già avviato, per rivitalizzare i territori interni: alta qualità, impatto economico, sostenibilità, benefici per le famiglie e benessere animale
La tradizione, il territorio e le persone sono da sempre al centro della dottrina imprenditoriale di Holdem. Un esempio tangibile è il progetto di rilancio degli allevamenti locali di bovini avviato dalla holding delle famiglie De Felice e Morsella, gruppo a cui fanno capo una serie di market Carrefour, il forno artigianale Trepi e i negozi Mercato del Pane. Holdem, da alcuni mesi, ha stretto accordi commerciali con piccoli allevatori abruzzesi per riattivare la filiera regionale della carne bovina, che sconta pesantemente la forza dei grandi competitor nazionali e internazionali. Il progressivo abbandono del territorio interno da parte degli allevatori, sommato a quello contestuale degli agricoltori, si è rivelato determinante nello spopolamento di vaste aree dell’Abruzzo, triste fenomeno degli ultimi decenni. Un allevamento tradizionale locale produce valore sotto diversi punti di vista, tanto che Holdem intende ampliare gradualmente la filiera e, appena possibile, estenderla al comparto dei suini, attivando così anche le leve della responsabilità sociale e, pur nel rispetto della tradizione, dell’innovazione. Il progetto Holdem tocca cinque importantissimi punti.

Produzione di carni di alta qualità: l’obiettivo della holding è riattivare il maggior numero possibile di micro allevamenti di alta qualità gestiti in modo sostenibile, con animali nutriti principalmente con prodotti coltivati nel territorio.
Sostenibilità ambientale: la rivitalizzazione dei micro allevamenti porta giovamento anche all’agricoltura locale, che viene messa al servizio degli allevatori – spesso le figure dell’allevatore e dell’agricoltore coincidono – e ne beneficiano anche il paesaggio e la biodiversità.
Benessere animale: i piccoli allevamenti, al contrario degli allevamenti intensivi, seguono pratiche tradizionali che garantiscono spazi e diete adeguati agli animali.
Impatto economico: i micro allevamenti possono contribuire alla reale riattivazione di un’economia rurale quasi scomparsa e potrebbero innescare sfide positive sui costi di produzione, ora facilmente condizionabili da attività speculative a livello nazionale e internazionale.
Democratizzazione della qualità: un’adeguata diffusione di micro allevamenti metterebbe tante famiglie nella condizione di poter consumare carne di alta qualità a prezzi convenienti.

A cura di Marco Camplone – Comunicazione d’impresa